Sono cresciuto negli anni ’90 divorando qualsiasi tipologia di sport in TV. Carl Lewis, Salvatore Antibo e Miguel Indurain sono stati i primi eroi della mia infanzia.
Il calcio è stato comunque lo sport che più di ogni altro ho seguito e amato. Un periodo irripetibile quello per il calcio italiano, grazie anche a falsi in bilancio e altre operazioni opache le squadre italiane vincevano a ripetizione le coppe europee.
Gran parte di quelle vittorie avevano un elemento in comune, una voce calda e rassicurante che lasciava la palla al centro, mettendosi al servizio del gioco e del pubblico, accompagnando e mai prendendosi la scena. Proprietà di linguaggio invidiabile, una voce imparziale che quando commentava la nazionale e le squadre italiane in Europa aggiungeva quel pizzico di pathos che non sfociava mai nel becero tifo da stadio. Non c’è riuscito nemmeno Byron Moreno a fargli perdere l’aplomb, e dire che ce la mise proprio tutta.
Quella voce mi ha accompagnato per anni, nelle delusioni sportive più cocenti e nelle vittorie più belle. Poi il declino della mia passione per il calcio e la meritata pensione, le nostre strade si allontanarono nonostante sotto sotto ne sentissi maledettamente la mancanza. La nuova generazione di urlatori ha quindi preso il sopravvento, il colpo letale per le mie orecchie nostalgiche abituate a ben altri suoni.
Sono tre giorni che cerco quella voce su youtube e ogni volta che sento “Robertoooo” mi viene il magone e la mente torna a quei giorni. Grazie Bruno per quello che sei stato e hai rappresentato per me. È proprio il caso di dirlo, è stato tutto molto bello.
*Dedicato alla creatura in arrivo che dovrà sorbirsi i racconti della mia infanzia sportiva, tutto molto bello!
