Caro Gino,
ti scrivo perché il babbo inizia ad avere una pessima memoria e perché quando inizierai a parlare ed entrare nella fase del perché, che tu abbia preso dalla mamma o dal sottoscritto, sarà difficile tenerti testa, meglio prepararsi in anticipo con le risposte.
Non penso capiterà presto, ma un giorno, fosse anche tra vent’anni mi domanderai:
“Babbo, perché 20 mila bambini sono stati uccisi a Gaza?”
Non c’è giro di parole che tenga, proveró a parlarti del mondo dei grandi che non si mettono mai d’accordo, che si fanno cose senza senso, e che a pagarne le conseguenze troppo spesso sono bambini e persone inermi che non c’entrano niente.
Ma come potró giustificarti 20 mila bambini morti, oltre i 40 mila adulti per mano di uno stato “democratico” come risposta a un funesto attentato terroristico?
“Babbo, perché non hai fatto nulla per evitarlo?
Eravamo troppo occupati a discernere il termine giusto, se fosse un genocidio, uno sterminio o un massacro e alla fine ce ne siamo lavati le mani, tutti.
Il babbo era stato in Cisgiordania nel 2011. Aveva visto con i suoi occhi la politica di apartheid che il governo israeliano stava adottando, ma mai e poi mai avrebbe potuto pensare che si potesse arrivare a un’escalation di violenza inaudita come quella odierna.
Tappati le orecchie Gino, anzi no, tienile ben aperte!
Fanculo Hamas e chi lo ha finanziato, fanculo il 7 ottobre e chi viola il diritto internazionale da decenni, fanculo gli attacchi terroristici e chi giustifica un orrore con un altro orrore, “qualcuno” lo ha gridato molto meglio del tuo babbo.
Scusa!
Per non aver fatto nulla. Per non aver mosso un dito. Per non aver gridato contro le élite che abbiamo scelto, votandole, votando contro o non andando a votare (cit. siamo lo stesso coinvolti) e per aver accettato indifferenti un massacro nel mondo d’oggi, l’ennesimo.
Caro Gino, la mia generazione ha fallito. Spero che la tua sia quella che ci porti un po’ di umanità. Proverò a insegnarti il valore dell’uguaglianza, dell’unicità di ogni essere umano e dell’amore verso il prossimo, farò del mio meglio, fidati di un ateo.

* Dedicato alla tua mamma caro Gino. Non poteva capitarti migliore compagna di viaggio in questo tuo percorso chiamato vita.