Ricordi in scatola

Sono un appassionato di libri e un accumulatore seriale, una combo maledetta se cambi casa e magari Paese ogni 3/4 anni.

Lunedì sera, dopo un mese e mezzo di “Lo faccio domani!“, il procrastinatore seriale che è in me era riuscito nell’impresa di lasciare due scatoloni pieni di libri al corriere sotto casa, direzione Montefiascone. La libreria è stata sacrificata per fare spazio ai giochi e agli attrezzi vari del piccoletto di casa: se qualcuno lo avesse dubitato Gino ha già preso il comando delle operazioni. D’altronde come si fa a dire di no a uno che a 5 mesi ti fa il passo del giaguaro?

Ho tenuto quegli scatoloni dietro la mia scrivania per sei settimane e ogni giorno mi ripetevo: “Che fretta c’è? Coccolali ancora un po’, chissà quando li rivedrai”.

Ero molto contento lunedì, sono tornato a casa con un sorriso smagliante, soddisfatto dell’impresa compiuta come se avessi azzerato il debito pubblico italiano; e mi sono messo a comprare cose futili online per colmare quel vuoto, che deficiente!

Ieri mattina la notizia che non mai avrei voluto leggere.

È morto Stefano Benni.

Gelo. Dolore, pianto trattenuto a stento, chissà poi perché.

Stefano Benni è stato colui che mi ha avvicinato alla lettura e me ne ha fatto innamorare da ragazzo. Con la sua penna mi ha regalato risate e riflessioni, mi ha mostrato la forza della fantasia e del sarcasmo, lasciando un’impronta enorme sul mio io spensierato e ironico.

Ora basta con l’apologia, è ora di confessarlo: sono cinque anni, forse di più, che non leggo un suo libro. Elianto, Margherita, Achille e tutti gli altri personaggi delle sue storie erano stati rinchiusi nello scatolone “Benni scrive cose per ragazzi, ora sei un uomo“. Avevo già detto che sono un deficiente?

Grazie Stefano Benni. Per quello che hai rappresentato per il sottoscritto. E per aver scritto storie eterne che leggerò a Gino con le lacrime agli occhi, stavolta senza trattenermi, tra una risata e un pianto.

Forse quegli scatoloni non erano solo libri: erano un promemoria, un invito a riaprire la mia mente al tuo genio. Grazie!

stefano benni

*Dedicato a Giorgia. Le solitudini immeritate della puntualità possono essere colmate da una bella birra gelata, soprattutto in Germania!

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