Antonio dalle Bande Nere e il nuovo capitano di Ventura

« … Giovanni de’ Medici co’ cavalli leggieri; e accostatosi più arditamente perché non sapeva che avessino avute artiglierie, avendo essi dato fuoco a uno de’ falconetti, il secondo tiro roppe la gamba alquanto sopra al ginocchio a Giovanni de’ Medici; del quale colpo, essendo stato portato a Mantova, morì pochi dì poi,… »

Hanno vinto. La maledizione dell’Azteca è stata sfatata, la Germania è riuscita a battere l’Italia dopo una partita noiosissima per 120 minuti ed elettrizzante durante i calci di rigore. La palla è rotonda, concedetemi questa banalità, e Davide è stato a un passo, ma che dico a un calcio, dall’ennesima vittoria nei confronti di Golia. Un gigante valutato 562 milioni di euro che è stato bloccato per 120 minuti da 11 nani, valutati meno della metà, ma guidati da un capitano di ventura eccezionale. Un condottiero indomito criticato da tutti, me compreso, prima dell’Europeo ed ora osannato come il Messia. Un uomo che ha saputo trasformare una squadra di seconde linee in una compagine unita ed affiatata, facendo vedere al mondo intero cosa significhi la parola GRUPPO e portando allo sfinimento quella che ora, probabilmente, è la squadra più forte al mondo.

La storia si ripete, che banale che sono oggi, e questa pagina della storia era stata già scritta 490 anni fa. Allora un giovane baldanzoso della famiglia dei Medici, ultimo capitano di ventura del rinascimento italiano

“riuscì a insegnare agli uomini della sua compagnia – indisciplinati, rozzi e individualisti – disciplina e obbedienza”.

Grazie al suo acume e al suo carisma riuscì a sconfiggere sul campo temutissimi eserciti fino al novembre del 1526. Quell’anno Carlo V, l’imperatore sul cui impero non tramontava mai il sole, decise di dare una lezione al Papa ed assoldò 12.000 lanzichenecchi con un unico obiettivo, Roma. Il formidabile esercito di mercenari iniziò la discesa in Italia sbaragliando ogni nemico fino al 25 novembre. Quel giorno Giovanni de’ Medici con 400 fanti e 400 cavalieri si oppose stoicamente all’armata imperiale nei pressi di Governolo, rimanendo ferito gravemente a una gamba. Ferita che lo porterà alla morte dopo pochi giorni. Il nostro amato condottiero, passato poi alla storia come Giovanni dalle Bande Nere, perse la sua partita personale con i tedeschi ma mostrò il proprio valore in una battaglia con un rapporto di forza di 1 a 15 a suo sfavore.

La partita con i tedeschi, ecco dove eravamo rimasti. Anche ieri i rapporti di forza erano chiaramente a nostro sfavore. ParoloGiaccheriniSturaro contro KroosKhediraOzil, ho detto tutto. Una sfida finita malissimo per noi e che purtroppo lascia l’amaro in bocca. D’altronde dal dischetto i tedeschi partivano avvantaggiati, se a decidere la partita contro la patria della Merkel e di Schäuble è un rigore non potevamo certo vincere. Nonostante tutto non condivido le parole dette a caldo da un eroico quanto commovente Barzagli, secondo cui non resterà niente di questa nazionale. Resterà per sempre il ricordo di una squadra di 11 gladiatori che grazie alla forza del GRUPPO ha sfiorato l’impresa. Il ricordo di questa nazionale deve rimanere vivido nelle menti di qualsiasi individuo che si avvicini allo sport, la partita con la Spagna dovrebbe essere fatta vedere in tutte le scuole calcio. Se ciò non dovesse accadere prepariamoci al peggio. Dopo la battaglia di Governolo i lanzechenecchi proseguirono la loro discesa e arrivarono a Roma segnando una delle pagine più brutte della storia della città. Se vogliamo evitare un nuovo Sacco di Roma bisogna fare in modo che il nuovo condottiero dell’undici azzurro segua le orme di Conte e del nostro capitano di ventura del Rinascimento. Ventura appunto.

Ventura-Conte*Dedicato alla spedizione azzurra di Euro2016, Pellè e Zaza inclusi. Avrete anche perso contro la Germania ma avete vinto il cuore di milioni di italiani. 

** Ringrazio vivamente Jimmy Wales & Larry Sanger, fondatori di Wikipedia. Senza di voi questo post non sarebbe stato possibile.

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