La Germania non è il Bengodi

Maso rispose che le più si trovavano in Berlinzone, terra de’ Baschi, in una contrada che si chiamava Bengodi, nella quale si legano le vigne con le salsicce e avevasi un’oca a denaio e un papero giunta; ed eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in brodo di capponi, e poi gli gittavan quindi giù, e chi più ne pigliava più se n’aveva; e ivi presso correva un fiumicel di vernaccia, della migliore che mai si bevve, senza avervi entro gocciola d’acqua

Ecco un estratto del Decamerone di Boccaccio (III Novella della VIII giornata), nel quale Maso del Saggio, Bruno e Buffalmacco si prendono gioco di Calandrino, facendogli credere l’esistenza di questo fantomatico posto nel quale, data l’opulenza, “le vigne si legano con le salsicce”. Leggendo alcuni articoli della stampa italiana sulla Germania mi sembra di rivivere le burle boccaccesche, dati i toni trionfalistici con cui viene dipinta la terra di Zia Angela (il solito sacco d balle). Sicuramente i tedeschi la fanno da padroni in Europa grazie a dati macro economici confortanti. Il PIL ha retto meglio di molti altri Paesi la Grande Crisi degli ultimi anni, la disoccupazione è a livelli molto bassi, il Debito/Pil sotto controllo ma non bastano questi numeri a poter giustificare “una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato”. Nonostante tutto non è così facile trovare un lavoro qua, soprattutto se non si conosce propriamente il tedesco o se non si è qualificati:

Dare l’idea che trovare lavoro in Germania sia facile è fuorviante e subdolo!

Tempo fa rilasciai una breve testimonianza in un sito di espatriati all’estero, nella quale raccontai la mia esperienza in terra tedesca. Da allora moltissime persone hanno iniziato a scrivermi per chiedere un aiuto. Neolaureati soffocati dalla gerontocrazia italiana, 40enni con famiglia a carico finiti in cassa integrazione, 20enni senza alcuna voglia di iscriversi a un’università svuotata del suo compito formativo. Individui che stanno ancora cercando una soluzione ai propri problemi in un Paese diverso dal loro, laddove le istituzioni natie latitano o sono intaccate da malesseri secolari.

“Non so il tedesco, mio marito è carrozziere ed è bravissimo nel suo mestiere ma purtroppo lavora per solo 400 euro al mese … Mi sono veramente scocciata di vivere cosi, tra l’altro ho un figlio di due anni che amo da morire. Non so vorremmo trasferirci in Germania”

“Sono laureata in ingegneria elettronica ho perso il lavoro e qui in Italia non riesco a ricollocarmi”

“Sono 10 anni che faccio l’agente immobiliare qui a Roma ma ormai la situazione è davvero esasperata e non so ancora per quanto potrò tenere economicamente parlando”

Questi sono solamente alcuni passaggi delle mail ricevute, lette con il magone e il senso di sconfitta per un Paese che non ha più risposte per i propri cittadini in difficoltà. Quanto vorrei che queste mail cessassero d’un colpo, che la gente iniziasse piuttosto a scrivermi che cacchio ci faccio in Germania e di tornare in Italia che di lavoro n’è per tutti i gusti.

Ora vado a dormire, chissà che Maso del Saggio, Bruno e Buffalmacco non mi appaiano in sogno e convincano Zia Angela, e i giornalisti , che il Bengodi sia in Italia!

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